
La
pittura deve invece consentire all’artista di soddisfare il bisogno di
dipingere, inteso come bisogno di vivere e manifestare le proprie sensazioni ed
emozioni staccandosi da un concetto di tecnicità esasperata, rivelando così un
pittore che non si preoccupa di apparire e di sembrare, ma di mostrarsi per
quello che è realmente.
F. Moka
Claude Monet in una sua lettera scriveva: "…..Non sono un grande pittore,
un grande poeta……So solo che faccio quanto ritengo giusto per esprimere ciò che
provo davanti alla natura, e che il più delle volte, per riuscire a rendere ciò
che sento davvero, dimentico del tutto le regole più elementari della pittura,
se pure esistono".
Seguire tecniche pittoriche che rispondono ai canoni
classici e scolastici della rappresentazione artistica, significherebbe per il
pittore "vero" imprigionare la sua creatività, soffocare le ali della sua
libertà espressiva, riducendo il proprio bisogno di dipingere ad un semplice
esercizio pittorico.
Cenni biografici:
Paolo D’Ulisse è nato a Roma il 29 luglio 1965. Laureato in discipline economiche, comincia a dedicarsi alla pittura all’età di 22 anni.
Pittore autodidatta, che basa la propria pittura sulla luce e sui colori, rappresentando qualsiasi soggetto che possa essere fonte di emozione. Si definisce pittore vero non in quanto dotato di particolare capacità e bravura (non si considera tale ed è quasi sempre insoddisfatto dei propri lavori) ma perché sente un immenso e implacato bisogno di dipingere. Le tecniche sono il frutto di diverse esperienze personali e non di studi artistici professionali. La pittura non è riconducibile a nessuna particolare tecnica pittorica, in quanto non risponde a canoni scolastici.
Ha esposto le proprie opere in mostre e mercati, tra i quali si segnalano le seguenti manifestazioni:
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Biografia |
Mostre |
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Paolo D’Ulisse è nato a Roma il 29 luglio 1965.
Laureato in Economia, all'età di 22 anni ha iniziato il suo percorso
artistico dedicandosi prevalentemente all'arte della pittura.
Piazza Teodosio n.6 Roma
Tel. 065404478
348/9294519![]()
Email:
fmflower@tiscalinet.it
Per il "pittore vero", per il quale dipingere è il solo modo di sentire e far sentire che c’è, che esiste, che è vivo, non esistono comunque canoni e principi di pittura validi in assoluto.La tecnica deve essere, infatti, funzionale rispetto al contenuto; le modalità pittoriche devono adattarsi all’essenza del quadro, permettendo al quadro stesso di comunicare emozioni.
Ogni pittore può utilizzare la tecnica pittorica che meglio consente di esprimere le proprie emozioni, variandola da quadro a quadro e personalizzandola in base ai propri bisogni pittorici e al proprio istinto.
Il bisogno di dipingere
Un vero pittore è tale
quando sente nel suo animo e nel suo cuore l'impeto di dipingere. Il suo immenso
desiderio di dipingere deve essere appagato, subito. In questi momenti le altre
cose della vita non esistono, così la pittura diventa per il pittore come la
sigaretta per il fumatore, una droga di cui non se ne può fare a meno.
Il bisogno di dipingere è l’elemento qualificante del "pittore vero". Tale stato di bisogno trova le sue radici nell'anima dell'artista e attraverso esso emergono per mezzo dell’arte pittorica le proprie emozioni, non volendo o non conoscendo altro modo per poterle manifestare.
Il quadro, come " trait d'union" tra il pittore e la vita, permette all’artista di mostrarsi agli altri in maniera completa e profonda, nel tentativo gioioso di essere riconosciuto nelle sue opere .
Il bisogno di dipingere non è completamente soddisfatto se l’opera creata non viene considerata e compresa dagli altri soggetti; il senso di un quadro può essere meglio definito e quindi compreso dal resto del mondo, se nella sua creazione ci si serve di particolari accorgimenti e modalità tecniche di pittura.